.: Home Page : Articolo : Stampa
Storie Nascoste: Aldo Bianzino
Di Silgmaris Silgmaris (del 13/12/2007, in Storie Nascoste, letto 9715 volte)
Da oggi voglio iniziare una nuova sezione del Blog.
Voglio trattare quelle storie che non hanno avuto il giusto effetto mediatico nonostante, a parer mio, ne avrebbero dovuto aver ben più di tante di quelle raccontate dal nostro sistema giornalistico del blablabla.
Oggi parliamo di Aldo Bianzino, un falegname buddhista con una moglie, un figlio di 14 anni (e due già fuori di casa) e una suocera novantenne in casa; un uomo di Perugia che coltivava marijuana in casa.
Aldo Brianzino ha sbagliato: aveva quindici piante di marijuana in casa, probabilmente era uno spacciatore, non era uno stinco di santo ma, altrettanto probabilmente, non era neanche il peggiore dei diavoli.
Un giorno, un brutto giorno, c'è una perquisizione, il conseguente arresto, le guardie di sicurezza che lo accompagnano in carcere. Poi un interrogatorio, per 15 piante di marijuana coltivate in casa. Chissà quale segreto avrebbe dovuto confessare per essere picchiato fino alla morte?
Una guardia comunicherà alla moglie che rivedrà Aldo dopo l'autopsia in quanto morto in seguito ad un arresto cardiaco. Pochi titoli di giornali, era un maledetto morto d'infarto. Non interessa a nessuno.
Poi l'autopsia: alcune costole rotte, quattro emoraggie cerebrali e lesioni a milza e fegato: tutto poco a che fare con un arresto cardiaco. Un arrestato resta in isolamento fino a quando non lo vede il giudice delle indagini preliminari e quindi non ha avuto scontri con altri detenuti.
Aveva un'interrogatorio quel giorno... ed è morto. Ma quanti hanno saputo di questa notizia di metà ottobre? Quanti ne hanno parlato?
Vespa e Mentana, nella loro infinita inutilità si sono spartiti ancora un po' di Cogne, poi un pochetto di Garlasco ed infine Perugia, ma non la Perugia del maledetto Aldo, ma la Perugia della studentessa (dei droga party a base di orgie e alcool) Meredith.
Ed ora? Niente! Assolutamente niente! Le famiglie normali, come quella di Aldo, senza l'aiuto dei media e dei loro appelli per farsi belli, devono arrangiarsi. Ora devono pagare per l'autopsia un medico legale che ha chiesto 5000 €. Non sono pochi per una famiglia che non ha più un reddito. Quei soldi sono stati donati gentilmente da un consigliere comunale, ma ora, perchè non vadano sprecati serve un avvocato che possa impugnare quei referti.
Esiste un blog che raccoglie questa cronaca, perchè se cercate su internet "Omicidio Perugia" troverete soltanto la telenovela di Meredith e niente di Aldo.
Vi invito a farci un giro, a leggere la storia e a scoprire di cosa hanno bisogno perche' questa è l'ennesima dimostrazione di come in Italia si sia ancora terribilmente vicini al Terzo Mondo quando lo Stato dovrebbe intervenire contro se stesso per il bene del cittadino.

Verità per Aldo