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lug16lun
Tanzania - Serengeti e Lago Manyara
Di Silgmaris Silgmaris (in Viaggi, letto 9243 volte)
Seconda puntata del nostro viaggio in Tanzania.
Lo spostamento verso il Serengeti è incredibile, fino a poco prima si incontravano colline, alberi, arbusti di ogni sorta... poi, di punto in bianco, tutto diventa piatto, vasto, senza fine. Durante il percorso ogni tanto facevo una foto all'orizzonte. Non cambiava mai. Chilometri e chilometri di "nulla" (il Serengeti misura circa 15mila chilometri quadrati). Il confine tra il parco del Ngorongoro e il parco del Serengeti sono due alberi (credo siano mangrovie ma non ricordo con esattezza) ed un cartello, in mezzo ad un orizzonte piatto a 360°. Su uno dei due alberi c'è pure un bel nido d'aquila e un'aquila ci ha fatto compagnia insieme ad uno sciacallo mentre facemmo sosta per fotografare questo affascinante confine. Entrati nel Serengeti il panorama non cambiò molto ancora per parecchi chilometri, poi pian piano iniziammo a notare una moltitudine di termitai, tutti più o meno a una ventina di metri l'uno dall'altro ed alti anche oltre due metri.
Ce ne saranno migliaia e migliaia... personalmente invece rimasi colpito dai "Kopjes" che non sono altro che delle collinette di roccia contornate da cespugli ed alberi. Descritte non renderanno mai l'idea. Immaginate di avere un campo di calcio con al centro una montagna larga due metri e alta 5 metri... moltiplicate le dimensioni per mille... e immaginatevi che impressione può farvi. Il giro è davvero affascinante ma il fatto che sia così grande da l'impressione che sia impossibile visitarlo tutto eppure gli incontri con gli animali di ogni specie non sono affatto rari! Anzi! Nelle prime due ore di giro avevamo già visto pressoche' tutti gli animali; quando poi raggiungemmo la zona più a nord (sempre più vicini all'equatore) ci fermammo vicino ad un laghetto per fare il pasto (la zona è attrezzata con un "bagno"...), rigorosamente da consumare all'interno della jeep a causa dei tanti (ma proprio tanti) falchi che rubano il cibo dalle mani dei turisti (ho assistito ad un furto simile ai danni di due sprovveduti inglesi) con il rischio anche di esser feriti. Mentre si pranzava in lontananza eravamo circondati da elefanti e coccodrilli... simpatico incontro in prossimità di una pozza piena di puzzolenti e rumorosi ippopotami. Quando si avvicinò l'ora del rientro venimmo sorpresi da una notevole pioggia tropicale, in meno di mezz'ora tutte le nostre piste erano diventate pozze di fango e più di una volta ci ritrovammo a guadare torrenti che fino a poco prima non esistevano. In questa circostanza ci trovammo ad assistere ad un dramma famigliare: tre piccoli leoncini perdono la madre che li sta cercando poco lontano. Un grosso leone maschio vede la madre ma non individua i piccoli. La guida ci spiega che la pioggia è un problema perche' nasconde gli odori e quindi i felini sono in difficoltà. Siamo circondati dai "miagolii" dei leoncini che si fanno forza tra loro vicino alla nostra jeep, dall'altro lato c'è il maschio, che al solo guardarlo anche dentro una jeep ben chiusa, incute timore (quando l'ho zummato con la macchina fotografica mi ha fatto venire i brividi!!!!) e la leonessa disperata che non li trova che continua a girare intorno tra noi ed il maschio che intanto si avvicina. La guida ci spiega che il maschio sta puntando la femmina ma ha capito che in giro ci sono i piccoli, se riuscisse a trovarli prima lui probabilmente li ucciderebbe per potersi accoppiare di nuovo con la femmina. Per quasi 20 minuti va avanti questo tira e molla, i leoncini intanto si sono allontanati da noi mentre il leone si è avvicinato fino a una decina di metri di distanza... ma poi il lieto fine, vediamo al di là di un nuovo torrentello la leonessa che accompagna i piccoli verso una pianta ed il maschio che torna alla sua con fare desolato. Pian piano riprendiamo il nostro cammino verso l'albergo estasiati da ogni breve istante di questa giornata, incontriamo pure un ippopotamo fuori dalla sua "piscina", escono solo al crepuscolo o con la pioggia... e fa davvero impressione, altro che quelli visti negli zoo in Italia, è enorme, ma proprio enorme, probabilmente con una sola musata ci ribalterebbe la jeep e la guida ci spiega che in Africa sono di più i morti per colpa degli ippopotami che di qualsiasi altro predatore. Increduli andiamo verso un nuovo albergo, questa volta sulla sponda di una collina nel bel mezzo della vastità del parco... al crepuscolo veniamo accompagnati tra gli alberi da un gruppo di splendide giraffe fino al nostro albergo. Una volta giunti la prima cosa che notiamo nell'albergo (che poi di fatto sono un po' come tanti bungalow e un corpo centrale con ristorante e hall) è un cartello: "Non abbandonate i percorsi perche' gli animali selvaggi sono pericolosi". In effetti di sera è poca la gente che si aggira all'esterno e anche noi decidiamo di tornare in camera presto, quando c'è ancora un po' di gente... ci consola sapere che ci sono parecchie guardie armate, soprattutto perche' la nostra camera (enorme e bella con vista su tre lati, con terrazzo sul parco) è l'ultima di tutta la fila, la più lontana. Il giorno seguente poi procede come il primo, ancora per il Serengeti, andiamo a vedere però zone diverse ovviamente. Abbiamo pure fatto una sosta su una piccola collinetta che ci hanno venduto come "il cuore del Serengeti", ci sono due ombrelloni fatti di paglia, una casetta con un buco per terra che dovrebbe essere un bagno... e basta... in mezzo alla savana. Bellissima anche questa sensazione. Tra i tanti incontri (anche dei simpaticissimi uccelli colorati e chiassosi) raggiungiamo una piscina di ippopotami, anche qui rimango incredulo quando ci lasciano scendere dalla jeep e arriviamo proprio a pochi passi dagli ippopotami per far loro dei bei primi piani... ma mentre siamo sulla piccola roccia al bordo del laghetto notiamo subito due coccodrilli sull'altra sponda (saranno non più di 5 o 6 metri...). Ci tranquillizzano, sono piccoli... ma noi mica siamo tranquilli... loro saranno abituati ad aver a che fare con coccodrillo ma noi no!!! Mentre facciamo le foto... ci balza all'occhio un altro coccodrillo che si muove lentamente nell'acqua senza farsi notare. Lo segnaliamo alla guida, che ci fa subito cenno di andarcene. BEN CONTENTI ce ne torniamo nella jeep! Sarà anche bella l'avventura... ma non amo l'idea di aver incontri ravvicinati con un coccodrillo, tra l'altro non sembrava esser piccolo come gli altri. Oramai la nostra gita nel centro del Serengeti è terminata e riprendiamo il cammino verso il NgoroNgoro per poi raggiungere il Lago Manyara. Il percorso è piacevole soprattutto quando incontriamo una strada asfaltata di nuovo (erano tre giorni che non ne vedevamo una!!) dai giapponesi grandi finanziatori di queste opere in questa zona. Raggiungiamo il nostro nuovo albergo per pranzare e riposarci un attimo prima di andare nel parco. Un altro albergo a dir poco strepitoso, una struttura diversa dalle precedenti con uno stile direi "orientale" anche se comunque si sente forte l'atmosfera africana. La sera tra l'altro venne un gruppo di coristi Luterani. Ballavano e cantavano con la gioia dentro. Rimasi affascinato anche da questo aspetto.

Il parco del Lago Manyara è molto più "piccolo" e si estende per lo più all'interno di una giungla frequentatissima da grandi scimmie blu e babbuini, elefanti e giraffe, uccelli variopinti a me sconosciuti e gli unici leoni di tutta l'Africa che si arrampicano sugli alberi per fare la siesta. Si arrampicano sugli alberi per allontanarsi dalle pericolose mosche tse-tse. Purtroppo nonostante tante segnalazioni via radio con le altre jeep nel parco non siamo riusciti a vederli, ma il fascino di questo parco non ci ha comunque lasciati delusi. Una variegata flora di giungla ai bordi di deserti ciotolosi e questo lago. Chiazze vastissime di "flamingos" (i fenicotteri rosa), pellicani, ippopotami e bufali immersi nel fango, in lontananza gruppi di piccoli elefanti (i più grossi erano nel nord del Serengeti), tante scimmie (un babbuino ha anche cercato di attacarmi quando mi sono sporto dalla jeep e ci siamo incrociati li sguardi; ringrazio la tempestiva azione della nostra guida che ha dato un colpo di gas per allontanarci!). Il percorso è piuttosto breve ma intenso e nel tardo pomeriggio rientriamo in albergo.

Il nostro safari si è concluso. Io sono rimasto estremamente soddisfatto e sono dispiaciuto ad aver dato retta alla tizia all'agenzia di viaggi che ci ha consigliato di fare un safari breve per non stancarci. Questi quasi 5 giorni sono stati intensissimi ma il risultato è stato per me più che eccellente e avrei ricominciato il giro da subito ma il programma non me lo permise. In fin dei conti ho visto tantissime cose che non avevo mai visto in vita mia, soprattutto non è paragonabile neanche il fatto di esser stati in uno zoo... o uno zoo safari italiano. I padroni sono gli animali, non noi. Noi siamo ospiti di questi spazi incontaminati che devono restare tali. Consiglio il viaggio a chiunque abbia voglia di un contatto con la natura particolare, a chi ha voglia di scoprire qualcosa di nuovo; il prezzo non è altissimo soprattutto se lo si paragona con una vacanza dietro l'angolo in un albergo in Italia e lo possono fare famiglie, gruppi di amici, coppie giovani. Credo sia interessante anche per i bambini.

Non sono solo le immagini, sono gli odori, le luci, i suoni (il ruggito di un leone è indimenticabile), le atmosfere e le persone.

Ultima segnalazione, se vi capita assaggiate il TILAPIA, è un pesce di lago della zona, lo cucinano in ogni modo (io l'ho mangiato sia in umido che fritto) ed è sempre squisito!!
Fine!
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21/09/2019, ore 11:23
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mer 3 settembre 2014
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